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Analisi del nuovo logo Rai

Rai ha commissionato un nuovo brand system allo studio grafico e agenzia pubblicitaria Frame by Frame di Roma.
A questo punto, prima di un analisi critica, partiamo dall’inizio.

Storia del logo Rai

Fino agli anni 80, a Partire dal 1949, il logo era una semplice scritta che cambiava posizione a seconda delle occasioni. Nelle sigle invece si presentava come un’illustrazione futurista in bianco e nero.

Primo restyling del logo Rai (1988)
Nel 1988 ci fu il vero primo restiling del logo: la ‘A’ diventò una V rovesciata (‘V’ di TV!) tagliata da un tricolore in versione “italic”. In realtà ci fu una prima versione con il tricolore orizzontale (tipo Ungheria) che venne presto corretta. Tuttavia in sovrimpressione  rimase la scritta lineare dell’emittente televisiva fino al 1993

La font è una personalizzazione dell’inflazionato Handel Gothic di Don Handel, un carattere creato negli anni ’60 e usato anche da Saul Bass per l’American Airlines, e molto in voga negli anni ’80, soprattutto per rappresentare elementi sbilanciati verso il futuro, la ‘R’ viene tagliata come quella dell’AvantGarde, più dinamica e moderna..

Con l’arrivo delle reti Fininvest la Rai aveva differenziato l’offerta, caratterizzando i tre loghi con i tre differenti colori RGB che compongono la Televisione.  Vennero anche declinati i loghi per le singole emittenti, una sfera blu per RaiUno, un cubo rosso per RaiDue e un tetraedro verde per RaiTre. Vi sono successive versioni del logo in cui la ‘E’ stondata, tipica della font di Handel, viene ripresa in una forma spigolosa. I loghi sono molto in linea con l’epoca, ma allo stesso tempo innovativi, con l’uso disinvolto di elementi tridimensionali  e bumper realizzati con primitive computer-grafiche.

Il restiling del logo Rai nel 2000

Anno 2000:  viene affidato il restyling del logo ad Antonio Romano, affermato designer e alla sua agenzia pubblicitaria e studio grafico Inarea.

Viene introdotto un simbolo, rispetto al logotipo precedente: la farfalla con due volti simmetrici. Romano afferma in un’intervista che il logo rappresenta due visi che si guardano, simboli del dialogo uno a uno.

La scelta della font cade sul Futura di Paul Renner. Il carattere tipografico, basato su proporzioni romane, conferisce stabilità e prestigio, quasi a voler posizionare l’azienda rai ad un livello più istituzionale in qualche modo superiore alle TV commerciali. L’utilizzo di carattere minuscoli  lasciano una certa informalità.

I colori dei canali rimangono come sfondo nei bumper.

Il logo era comunque di difficile applicazione perchè molto dettagliato nelle piccole dimensioni e di difficile declinazione nei nuovi canali Rai che con il tempo si aggiungevano.

Nuova brand identity del 2010

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